Banzano si trova in Montoro, in provincia di Avellino (Campania). Secondo alcuni studiosi il suo nome de- riverebbe da “ben sano”, poi trasformato nel tempo in Banzano a causa dell’influenza di un’antica famiglia di nome Banzio.
La sua fondazione risale intorno al XVI secolo, quando il popolo di Banzanello, piccolo villaggio che si trovava a valle, salì sui pendii della montagna riunendosi intorno alla chiesa di S. Valentiniano e alla chiesa della SS. Trinità. Il luogo del primo insedia- mento si chiama ancora Banzanello!
Circa 100 anni dopo, a seguito della peste che colpì la penisola Italiana, alcune famiglie si spostarono in queste località collinari portando con loro la statua di S. Rocco, protettore della peste e fondarono un paese intorno alla chiesa del santo.
La sua popolazione fino a pochi decenni fa era contadina. E la sua economia si basava sulla vendita dei vini. Infatti i terreni erano coltivati a vigneto e produ- cevano circa 35 mila ettolitri all’anno.
Un’attrazione celebre che si trova nei pressi di Banza- no è il castello longobardo.Esso probabilmente fu la sede vescovale di Montoro, infatti presso il castello vi sono ancora i ruderi della cattedrale di S. Nicola Extra Muros.
La tradizione vuole che un vescovo fu ucciso da un tale Melchiorre Ragno mentre celebrava la santa messa del giorno di Pasqua e che, compiuto il delitto l’omicida rinchiuse il cadavere in una botte chiodata, facendolo precipitare per la rupe del castello.
Per questo orribile omicidio il Montorese fu scomu- nicato. Il perdono fu loro concesso da Papa Leone X, per l’intercessione della signora Isabella di Caraffa, contessa di Montoro.
Un tempo nel luogo in cui venne uccise il vescovo si credeva che facessero convegno le streghe, perché “ove si sparge, per infernale suggestione, tanto sangue sacro, può ben venire dall’inferno il demonio e chia- mare a raccolta le sue anime dannate, le Ianare (nome
volgare delle streghe)”. Si dice che nel castello fossero nascosti in pignatte gemme, gioielli e marenghi d’oro da parte dei feudatari e dei banditi in fuga, e che fos- sero custoditi da spiriti che non ne permettevano il ritrovamento.
Credenza popolare che il castello fosse abitato da demoni, che comparivano sotto le sembianze di bellissime donne, le quali, con inganno, riuscivano a portare i giovani che passavano da quelle parti all’interno del castello. Dopo dio ciò venivano bruciati e le loro ani- me piombavano dritte in inferno.


