Montoro è un comune in provincia di Avellino che è uno dei 5 capoluoghi della regione Campania. Mon- toro ha 19.739 abitanti, chiamati montoresi, della provincia di Avellino in Campania.
È stato istituito il 3 dicembre 2013 dalla fusione dei comuni di Montoro Inferiore e Montoro Superiore.
Si trova a 190 metri sul livello del mare ed è costituito da 15 frazioni: Aterrana, Banzano, Borgo, Caliano, Chiusa, Figlioli, Misciano, Piano, Piazza di Pandola, Preturo, San Bartolomeo, Sant’Eustachio, San Felice, San Pietro, Torchiati.
Aterrana
Attaccato ai primi tornanti che conducono al Pizzo di San Michele sorge un paesino che il tempo ha risparmiato. Al termine di una salita che si inerpica nella chiesetta della Madonna delle Grazie si arriva ad Aterrana, una delle frazioni di Montoro, rimasta intatta anche dopo il terribile terremoto del 1980.
E’ situata nella fertile vallata montorese alle pendici della catena Taurina, e rappresenta un felice connu- bio tra la storia, la cultura, le tradizioni locali e l’ame- nità di un ricco paesaggio montano. Così chiamata perché priva di terreni coltivabili. Il suo nome significa” senza terreno”. Chi si reca in questo luogo riceve l’impressione di sentirsi isolato, perché gli abitanti, abituati alla solitudine, sono di carattere chiuso an- che se attualmente tale atteggiamento va evolvendosi. Ha un’antica Chiesa parrocchiale dedicata a S. Martino. I monti che sovrastano dette zone sono ricchi di castagneti, che producono meravigliosi frutti che vengono esportati in Italia e all’estero.
Aterrana conserva la sua magia, quell’atmosfera di un posto incantato, dove la gente continua a vivere di semplicità e che, soprattutto negli ultimi anni, lot- ta per la propria terra, per riportarla al suo splen- dore, per fermarla nel tempo e regalarla ai posteri così come Aterrana è: Unica! E camminando per le sue stradine si respira tutto l’amore che gli aterranesi hanno per la propria terra.
Torchiati
Così chiamata per la sua posizione alle falde del monte Incoronata, oppure per la presenza di certi colombi selvatici che lì si annidavano, detti volgar- mente “torchiati”; oppure per la presenza dei soldati di Tito Manlio Torquato che si erano stabiliti in que- sto luogo al tempo delle guerre sannitiche. Questo villaggio è stato parecchio volte distrutto da terremo- ti e da alluvioni, come quella del 1505 lo distrusse completamente. Venne, poi, riedificato più in giù del monte che sorgono ancora alcune case e la Chiesa di S. Maria di Loreto, successivamente stretta Chie- sa parrocchiale in onore del SS. Salvatore, padrone della Frazione. Torchiati è capoluogo del Comune di Montoro Superiore.
San Pietro
Sorge al centro del territorio comunale; è un grazio- so villaggio la cui piazza è abbellita da un maestoso pino che nei mesi estivi dona la sua ombra alla lapide dell’eroico Vincenzo Galiani, martire della Libertà. La Chiesa parrocchiale conserva le artistiche statue dei santi Pietro e Paolo, rimaste miracolosamente il- lese in seguito al crollo del tempio, causato dal bombardamento del 26 settembre del 1943. Si ricorda, ancora con spavento, che all’ora dei vespri, mentre la campana oscillante invitava la gente, essa crollò. Non vi furono morti; le statue degli Apostoli rimasero ille- se in mezzo a una gran massa di macerie. Nel 1300 Bartolomeo Siginulfo, Signore di Montoro, procurò molti vantaggi al suo popolo; Fece diminuire l’annuo erario di più della metà di quanto si contribuiva allo Stato e fece istituire, con un decreto del Re Carlo, una fiera annuale da tenersi nel mese di Agosto per la durata di 10 giorni, e un mercato, il mercoledì di ogni settimana.


