La storia di questo monastero detto anche conven- to iniziò nel 1588.L’architettura di questo monastero la cui pietra è scolpita e lavorata appena o sbozzata, logorata dal tempo e reca in sé i segni della storia. È diventato portatore di forti significati e valori sociali. È nato come luogo di preghiera, studio e anche come comunione fraterna.
Durante le sue vicissitudini ha dovuto ospitare anche un carcere ma oltre ad assolvere anche le funzioni religiose è diventato luogo di aggressione sociale. La storia del nostro monastero inizia nel giugno del 1588 quando sulla base di una forte volontà popolare il nobiluomo Giovan Carlo de Mast’An- gelo donò un appezzamento di terreno al casale di Torchiati Montoro di una grandezza sufficiente per costruire un‘ampia chiesa da intitolarsi S.Ma- ria degli angeli con un monistero comodo, con cel- le cortile murato , pozzo e giardino , oltre ad avere 1500 ducati e 200 carre de prete per detta fabbrica.
Il 7 giugno 1588 Padre Angelo di Campagna, auto- rizzato dall’Ordine francescano, piantò una croce sul luogo dove sarebbe stato edificato il monastero, la cui fabbrica dopo poco più di due anni, nel febbraio del 1591, era già a buon punto.
Durante i terremoti del 1688 e del 1694 il convento subì rilevanti danni, ma tali sciagure non riuscirono certo a placare l’ardente fiamma dello spirito fran- cescano, tanto che nel 1731 la famiglia francescana di Montoro era composta da quindici religiosi. Nel 1808, data la così grande efficienza e vitalità, il con- vento meritò dal governo francese lo speciale privi- legio di essere esentato dalla legge di soppressione. Nel 1886 con un regio decreto vi fù l’abrogazione di Ordini e Corporazioni religiose, pertanto il Comune di Montoro Superiore confiscò il monastero.
Il 23 marzo 1941, con esultanza di popolo, fu conces- so ai Frati Minori di rioccupare una parte del conven- to. Il 23 novembre 1980 la terra tremò ancora, con epicentro proprio in Irpinia, e non lasciò scampo al complesso conventuale che fu fortemente danneggia-
to e reso inagibile.
Considerato il valore storico ed artistico del bene, la Soprintendenza di Avellino e Salerno finanziò un pri- mo intervento nel 1986 e il 1990.
In seguito, nel 2003, è stato presentato il progetto ese- cutivo per il restauro e la rifunzionalizzazione della parte del complesso di proprietà comunale, mentre i francescani hanno provveduto a far restaurare la chiesa e la parte conventuale di loro proprietà.
Il complesso conventuale è costituito da tre corpi di fabbrica, disposti insieme alla Chiesa definiscono un blocco continuo con chiostro centrale a pianta qua- drata. La struttura è in muratura portante mista con 5 pietrame calcareo e blocchi di tufo grigio connessi da malta.
Le tre ali si sviluppano su due piani (con un livello in- terrato), per un’altezza media di circa 9 metri dal pia- no campagna. Gli accessi principali al convento e alla chiesa prospettano su via Municipio, a quota legger- mente più bassa della strada con la sala conferenze, a pianta rettangolare allungata di circa 170 mq, usata in realtà come ambiente multifunzionale per concerti, esposizioni, manifestazioni con la biblioteca, che oc- cupa due vani per un totale di circa 80 mq, dotata di una capiente libreria in legno con passerelle rivestite sempre in legno che corrono lungo tutto il perimetro di ciascuna delle 2 stanze e consentono di raggiun- gere agevolmente i volumi più in alto.La chiesa di S.Maria degli Angeli, edificata insieme al convento a partire dal 1588, sotto il progetto e la direzione dello stesso Padre Grimaldi, presenta una pianta a croce la- tina con braccio longitudinale di circa 39 m a navata unica con cappelle laterali. La facciata è disegnata con riquadri geometrici in rilievo che si ripetono anche sulla facciata attigua del convento ed è conclusa da un timpano triangolare con oculo.


